fbpx

«Ci sono spazi nascosti in alcune città, vite nascoste e vacuità nascoste,
e finestre più buie dove le ombre delle persone passano fugacemente fuori dalla nostra vista.»
(Kate Milford)

 

Ricordo che Giuseppe mi telefonò la sera stessa del suo rientro da Varsavia per parlarmi del suo nuovo progetto.

Mi indicò sommariamente le ragioni che lo avevano spinto a mettere insieme il materiale artistico accumulato in viaggio e mi inviò le foto, compresi subito.

In quelle foto appariva chiaro come il riflesso di una luna di mezz’estate, che la sua mente era stata catturata dall’estetica di una città sospesa tra il piano radioso della modernità e quello in chiaroscuro dei tempi andati.

Fascino e mistero. Gnosi e smarrimento.

La Varsavia sfavillante di progresso urbanistico in stile europeo e quella dei quartieri abbandonati a un degrado senza fine.

Questa è la città che Giuseppe Bruno, intende raccontare attraverso una serie di scatti rubati qua e là tra i luoghi meno ufficiali della capitale polacca.

Lo scenario entro cui il suo obiettivo si muove è fatto di edifici fatiscenti, luci soffuse e volti smarriti nell’opacità di un’esistenza compassata e rigida come quel clima al quale è davvero difficile abituarsi.

Muovendosi per le strade poco trafficate e poco sicure del distretto periferico della città ci si può imbattere in un’automobile incendiata, in una panchina arrugginita o in un palazzo popolare con le pareti incenerite e le finestre sventrate.

Oppure si possono apprezzare i murales in una delle zone più pericolose come il “quartiere Praga”.

Vero e proprio esempio di discordanza sociale se paragonato con il centro storico o con l’imponente skyline della zona commerciale.

D’altra parte le contraddizioni costituiscono un po’ lo spaccato storico di Varsavia e pertanto non possono non riflettersi sul suo presente, sempre più in linea con la weltanschauung degli altri paesi occidentali.

Ma in questa Varsavia, nella Varsavia “poco esibita” dell’artista, si entra in contatto con una dimensione carica di realismo umano e di immagini velate che restituiscono valore e armonia ai luoghi/non-luoghi della decadenza.
Marco Mitidieri

blank blank blank blank blankblank blank