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John Howard Carpenter è un regista, sceneggiatore, musicista, attore, produttore cinematografico e montatore statunitense.
“Mia madre mi ha regalato la fantasia, e mio padre la musica”
Nato a New York, il 16 gennaio 1948, da bambino va spesso al cinema con la madre,
mentre il padre musicista lo costringe a studiare pianoforte e violino.

Nel 1968 Carpenter si iscrive alla University of Southern California, ma dopo 4 anni abbandona gli studi senza riuscire a laurearsi.
Nel 1970 cura la sceneggiatura, il montaggio e le musiche del cortometraggio The Resurrection of Broncho Billy,
Una testimonianza dell’amore che Carpenter nutre per il cinema western:
la storia è quella di un ragazzo che, inadatto ad affrontare la realtà, si trasforma in un cowboy.
Il film vince il Premio Oscar 1971 come miglior cortometraggio e rende noto Carpenter nel campo del cinema indipendente.

« In Italia, sono un maestro dell’horror. In Francia, un autore. Negli Stati Uniti, un fallito »

John Carpenter ha sempre asserito di essersi ispirato ai capolavori di Howard Hawks, Alfred Hitchcock, Jack Arnold e Fred McLeod Wilcox,
Adora Un dollaro d’onore e La cosa da un altro mondo di Hawks, mentre di Arnold e Wilcox ama Il mostro della laguna nera e Il pianeta proibito.
Numerosi registi hanno lodato le opere di Carpenter: tra questi troviamo Quentin Tarantino, Guillermo del Toro, Paul Thomas Anderson e Robert Rodriguez.

I suoi film sono caratterizzati da una fotografia minimalista, una macchina da presa non eccessivamente mobile,
senza dimenticarsi dei piani sequenza e delle colonne sonore, composte da lui stesso o, alle volte, in collaborazione con altri.
I suoi film glorificano spesso l’anti-eroe, con personaggi di estrazione proletaria in aperto contrasto con le istituzioni,
e i suoi soggetti hanno spesso tematiche che riflettono una forte critica sulla società capitalistica americana.
Altra costante del suo cinema è l’analisi del rapporto fra il bene e male e una
inquietante messa in discussione della realtà che viviamo e dei valori della società moderna.

Nel corso degli anni, gli vennero offerte le regie di Top GunAttrazione fataleIl bambino d’oroSenza via di scampo
Star Trek e The Philadelphia Experiment, ma Carpenter le rifiutò.

Dark Star 

Insieme all’amico Dan O’Bannon (regista di Il ritorno dei morti viventi e sceneggiatore di Alien)
dirige una commedia fantascientifica in cui il protagonista è una bomba mandata nello spazio da un gruppo di astronauti.

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Distretto 13 – Le brigate della morte

Nel 1976, Carpenter concepisce il film Distretto 13 – Le brigate della morte.
Girato in soli 20 giorni, viene ritenuto da molti critici uno dei migliori film di genere statunitensi
degli anni settanta grazie ai tanti rimandi di critica sociale.
In questo film va in scena il primo grande anti-eroe carpenteriano,
Napoleon Wilson, un personaggio cinico e disilluso, che può essere considerato il prototipo del successivo Jena Plissken.
Il film, ambientato a Los Angeles, mette in scena una società dominata dalla violenza, in cui le forze dell’ordine sono costrette a
ritirarsi da alcune aree disadattate e ormai in completa balia della ferocia delle gang.

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Halloween

Nel 1978, Carpenter inizia a lavorare ad uno slasherHalloween.
prende spunto da Dario Argento per quanto riguarda la colonna sonora (il ritmo di 5/4 su pianoforte ricorda molto quello di Profondo rosso)
e da Mario Bava per quanto concerne il tema da trattare, il film è il primo successo commerciale del regista e venne consacrato come il
“padre degli slasher”. Il film è ricco di riferimenti a Psyco di Alfred Hitchcock.

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The Fog

La pellicola è ispirata a un evento realmente accaduto nel XVIII secolo in una cittadina vicino Santa Barbara,
il film narra di alcuni attacchi da parte dei pirati-fantasma in cerca di vendetta,
prendendo spunto dai racconti di Lovecraft per  le atmosfere inquietanti.

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1997: fuga da New York

Nel 1981, Carpenter si mette all’opera su un soggetto scritto negli anni sessanta per Clint Eastwood,
la pellicola è un misto di western e fantascienza. Fuga da New York è uno dei suoi film più politicamente impegnati.
La pellicola ottiene un successo enorme, il personaggio di Jena Plissken
forgia una nuova generazione di anti-eroi tanto che verrà molto spesso imitato.
Nonostante oggi sia considerato un cult-movie, all’epoca della sua uscita non incassò i favori dei botteghini.

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La cosa

Nel 1982, Carpenter gira il film La cosa,
La pellicola si basa fedelmente su un racconto di John W. Campbell,
(Who Goes There?, 1938)
Per la colonna sonora, Carpenter si affida al maestro Ennio Morricone.
Il film venne distrutto al botteghino perché messo, dalla produzione, in concorrenza con
E.T. l’extra-terrestre di Steven Spielberg.
Per me è uno dei miglior film di Carpenter,
un capolavoro sulla paranoia dove il regista introduce le tematiche tipiche dei film di fantascienza, ribaltandole:
in questo caso gli eroi non sono uniti in lotta contro il mostro,
ma sono l’uno contro l’altro, dato che l’alieno è in grado di imitare perfettamente gli organismi che assimila,
assumendone le caratteristiche fisiche e psicologiche.
Nel film si fa anche riferimento agli arcani e potentissimi mostri detti Grandi Antichi,
tipici della letteratura di Howard Phillips Lovecraft.

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Christine – La macchina infernale

Film tratto da un romanzo horror di Stephen King
che riprende alcune delle tematiche care al cinema exploitation.

Una Plymouth Fury rossa del ’58 ha un potere malefico e demoniaco.
Un adolescente la rimette in sesto e stabilisce con essa un rapporto di gelosia morbosa,
seminato di molte morti violente. Da un romanzo di Stephen King.
Il mostro è un’auto orrorifica, ma non ha abbastanza carburante per tutto il percorso.

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Starman

È una commedia romantica. Il film si rivela un fallimento,
ma viene oggi spesso criticato positivamente dalla gran fetta di aficionados.

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Grosso guaio a Chinatown

Il film, dal budget non indifferente, viene attaccato da pubblico e critica,
ma segna comunque una svolta nella carriera di Carpenter.
Alcuni lo considerano come una parodia del cinema.
Ma in realtà il film, è un omaggio al cinema orientale di arti marziali di genere fantastico,
il Wushapian, all’epoca tramontato in Occidente.
Se di parodia si vuol parlare, questa è riferita agli “eroi” americani tutti d’un pezzo,
efficacemente tratteggiati da Russell,  che nel film è incapace di provvedere a sé come agli altri,
venendo sistematicamente salvato dagli altri protagonisti della pellicola.
Grosso guaio a Chinatown, fu un fallimento al botteghino, e il regista,
trovò molte difficoltà a farsi finanziare altre pellicole,
così, stipula un contratto vincolante con la Universal.

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Il signore del male

Un prete, raccogliendo le confessioni di un prete in punto di morte scopre che
è l’ultimo adepto di una setta il cui compito è custodire un gigantesco cilindro
pieno di liquido verde che si trova nei sotterranei di una chiesa di Los Angeles.
Il prete decide di contattare un professore universitario perché effettui delle indagini sul liquido.
Il professore si trasferisce nella chiesa con la sua equipe di studenti per un week-end di studi ed esperimenti.
Ma che cos’è veramente quel liquido? E’ veramente possibile che sia “il male”?
Come è possibile che il congegno di apertura sembri chiuso dall’interno?
E perché all’esterno della chiesa cominciano ad ammassarsi persone che paiono trasformate in zombi?

Il film più teorico e pessimista del regista insieme a Il seme della follia.

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Essi vivono

Pellicola di fantascienza con una forte morale sul capitalismo,
lo status quo, i messaggi subliminali e la manipolazione dei mass media.
Un operaio disoccupato di Los Angeles viene in possesso di un paio di occhiali,
scopre che molti esseri umani sono in realtà degli extraterrestri.
Sconvolto dalla rivelazione, il giovane intraprende una lotta senza sosta per la libertà.

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Body Bags – Corpi estranei

Nel 1993 Carpenter dirige insieme a Tobe Hooper e Larry Sulkis un film horror a episodi per la televisione.
Gli episodi avrebbero dovuto essere parte di una serie televisiva antologica sulla falsariga de
I racconti della cripta. L’emittente Showtime decise però di ritirarsi dal progetto,
Carpenter allora girò un prologo, in cui egli stesso recita anche il ruolo del medico legale,
facendo diventare la pellicola una antologia horror. Nel film figurano inoltre numerosi camei di registi come,
Wes Craven e Sam Raimi, o personalità di spicco del cinema horror come il truccatore Greg Nicotero.

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Il seme della follia

Terzo e ultimo capitolo della “trilogia dell’Apocalisse” (La cosa e Il signore del male),
Il film è un’acuta osservazione sull’arte della narrazione cinematografica e letteraria,
in cui compaiono ricorrenti omaggi al cinema del passato.
La critica rimase amaramente delusa, ma il mio punto di vista è ben diverso, per me rimane
“un gioiello” del cinema horror.

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Villaggio dei dannati 

Carpenter si dedica al remake de Il villaggio dei dannati e gira il Villaggio dei dannati.
anche in questo caso Carpenter fallisce.

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Fuga da Los Angeles

Il piano di Carpenter è quello di far credere al pubblico un ritorno alle origini,
ma in realtà trattasi di una dura critica nei confronti della società americana che
con il passare degli anni è diventata sempre più reazionaria e dittatoriale.
Memorabile la scena ambientata fra i fanatici della chirurgia estetica ormai
completamente deformati dai troppi interventi subiti,
satira carpenteriana dei nuovi canoni di bellezza moderni imposti nel mondo da Hollywood.
Anche in questo caso, il film non ottiene il successo sperato.
La morale non viene ben accolta e la delusione del regista,
nei confronti delle major cinematografiche aumenta sempre più.

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Vampires

Dopo il film Fuga da Los Angeles, Carpenter torna sulla strada dell’horror,
mischiandolo ad atmosfere da road movie e western, con un film sui vampiri.

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Fantasmi da Marte

Con questo film, mixa fantascienza e thriller,
ma come spesso capita al regista (sfortunatamente), il suo lavoro, non si rivela un grande successo al box-office.
Il film prevede un mondo marziano, a conduzione prevalentemente femminile,
dove gli uomini si trovano in posizione subalterna:
la misandria della pellicola ha probabilmente contribuito a contrariare gli spettatori di questo genere di produzioni.

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The Ward – Il reparto

Carpenter aveva annunciato una pellicola intitolata Psycopath per il 2008,
che avrebbe segnato il suo ritorno al grande schermo. La pellicola si è arenata in fase di pre-produzione.
Nel 2010 è impegnato con la regia di “The Ward – Il reparto”, un flop nelle sale europee,
distribuito in Home Video negli USA. La pellicola racconta la storia di una giovane ragazza che,
si ritrova rinchiusa in un ospedale psichiatrico e in gravi condizioni fisiche senza saperne il motivo.
Ben presto, anche a causa di una serie di misteriose sparizioni,
la ragazza si rende conto di essere in un posto tutt’altro che sicuro…