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Raymond Depardon (Villefranche-sur-Saône, 6 luglio 1942) è un fotoreporter, regista cinematografico e giornalista francese. A soli 16 anni si trasferisce a Parigi, iniziando la sua professione da fotografo.

Nel 1960 svolge in questa veste il suo servizio militare, seguendo la guerra d’Algeria. Nel 1966 insieme a Gilles Caron crea l’Agenzia Gamma, realizzando dei reportages nei “luoghi caldi” del pianeta.

A partire dal 1969, realizza un cortometraggio sui funerali di Jan Palach, alternando alla fotografia il documentario, fino ad esordire anche nel cinema di finzione nel 1985. Nel 1977 riceve il Premio Pulitzer, lascia l’agenzia Gamma per associarsi alla Magnum Photos di cui diventa membro nel 1979.

Depardon appartiene a una scuola fotografica documentaria più vicina alla corrente americana (Walker Evans e Robert Frank) che a quella del maestro della fotografia francese Henri Cartier-Bresson. Ha pubblicato numerosi libri fotografici ed allestito altrettante mostre delle sue opere.

GLASGOW

Nel 1980 il Sunday Times Magazine chiese a Raymond Depardon di andare a Glasgow. Considerata, a quei tempi, una meta turistica europea trascurata e da rivalutare. Per un fotografo del sud e del deserto, Glasgow sembrava essere agli antipodi della sua fotografia. Eppure scoprì la luce del nord e ne fece il suo punto di forza. Nelle grandi città, Raymond Depardon si sente come un esule interiore, da giovane aveva avuto grosse difficoltà a trovare il suo punto d’appoggio a Parigi. Lo scrittore britannico William Boyd, (autore della prefazione del libro), fu colpito dalla potenza delle fotografie, che mostravano “la privazione e la disperazione incise nei volti dei giovani e dei vecchi“. Depardon, trovò che Glasgow, la città più grande della Scozia, fosse molto simile a Beirut.

“Ho lavorato a Glasgow come ho fatto per le strade di Beirut, senza pregiudizio e nonostante fossi sconvolto dalla povertà, amavo ogni minuto. Non importa dove io sia andato, la gente era accogliente e non sembrava mai triste per il proprio destino”.

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